Landscape G387/11 (Bosco in città - Assago)

BOSCO IN CITTA'

Parco Urbano - Comune di Assago (Mi)

CONDIZIONI AL CONTORNO

Dal punto di vista paesaggistico, l'anima che prevale chiaramente è quella agricola: rogge e canali, siepi e filari sono i tipici elementi strutturali del paesaggio agrario della zona che ancora segnano e caratterizzano l'area di progetto. In particolare, sono degni di nota i filari lungo i corsi d'acqua a Nord e a Ovest che delimitano l'area di progetto e un filare centrale in direzione Nord-Sud.

La struttura del paesaggio agrario è in parte ancora quella storica (riferibile alla cartografia IGMI del 1888): la maglia dei campi è essenzialmente quella di fine ottocento, mentre risulta alterato il corso di alcune rogge. Anche via dei Caduti è un elemento di preesistenza che, sebbene frammenti il parco, rappresenta una testimonianza storica importante.

Attualmente, solo la parte a Ovest del filare centrale è coltivata, mentre quella ad Est appare incolta da tempo. Anche alcuni canali ai bordi degli appezzamenti appaiono in disuso.

Dal punto di vista ecologico, il “Bosco in città” rappresenta una porzione fondamentale di un corridoio di penetrazione, che garantisce la connessione ecologica tra le macchie vegetali a Sud (in progetto di essere “ri-naturate” nell’ambito del progetto del LIDA) e le fasce boscate a Nord, anche attraverso la vegetazione lungo il cavo Borromeo.

IL PAESAGGIO E LA FRUIZIONE

Il tema del paesaggio è il tema olistico per eccellenza e “ingloba” tutte le componenti del progetto. L'area, utilizzata prevalentemente per l'attività agricola, si trova ai margini dell'urbanizzato e, in parte, all'interno del Parco Agricolo Sud Milano. I segni del paesaggio agrario tipico della "bassa milanese" sono ancora ben visibili, anche se gli aspetti percettivo-visuali dell'urbanizzazione circostante prevalgono.

Il "Bosco in città" rappresenta, quindi, un "cuore verde" per la città di Assago, che ha tre anime: parco urbano, agricolo e naturale.

Il tema della fruizione, per un parco, risulta assolutamente centrale. Ci è sembrato opportuno mettere in evidenza il presente tema al fine di poterlo sviscerare in tutti i suoi aspetti in modo da evidenziare i processi e le considerazioni che hanno portato all’idea progettuale finale.

Il “Bosco in città” costituisce un elemento cardine non solo per la città di Assago ma anche per il sistema territoriale allargato (città di Milano e Parco Agricolo Sud Milano). La sua fruizione, quindi, risulta necessariamente “allargata” anche ai non residenti.

Ciò comporta la necessità, in piena sintonia con il concetto di greenways, di considerare attentamente l’accessibilità del parco e la sua connessione con il sistema della mobilità e con i centri di vita dell’intorno.

LA QUALITA' ARCHITETTONICA

Il parco urbano ha il compito di assicurare un ambiente idoneo per una varietà di attività ricreative e di svago e di accrescere l’immagine e il valore dell’ambiente stesso così come percepito dalla comunità. Esso serve alle necessità di ogni genere di persone e di molti sottogruppi di popolazione e nella fattispecie, per esempio, ai cittadini più giovani e più anziani delle comunità locali nel corso dell’intera giornata, ai ragazzi nelle ore e nelle giornate extra scolastiche, agli sportivi (ciclisti o podisti), ai lavoratori occupati nelle aree terziarie limitrofe, ai gruppi etnici come luogo di incontro e di ritrovo. Per questa gamma vasta di potenzialità attrattive, il parco urbano costituisce un patrimonio e un’opportunità straordinaria, sia in senso sociale che in senso fisico, per quanto attiene alla qualità dell’abitare in relazione ai mutamenti dell’assetto della società, all’evoluzione dei bisogni, agli stili di vita urbani.

Le strategie che si intendono porre in atto nella progettazione e pianificazione del “Bosco in città” si fondano su quattro aspetti che riteniamo cruciali nell’ottica di in un corretto equilibrio tra opportunità offerte e bisogni del pubblico e dell’utenza:

  1. La ricreazione attiva fa riferimento ad una serie di attrezzature dedicate ad attività ludiche e sportive in forma amatoriale (campi da gioco, aree ludiche, percorsi per il jogging, piste ciclabili e di pattinaggio, piscina, attrezzi per la ginnastica) e aree destinate a favorire l’incontro tra le persone e, in generale, la socialità.

  2. La ricreazione passiva richiama l’idea di “natura nella città” e si sostanzia nella formazione di strutture naturalistiche di parco per accrescere il gusto estetico della popolazione e il godimento della natura. Questo modello sottolinea le esperienze passive e l’idea di parco come risorsa estetico-percettiva. Le attività da incoraggiare includono le merende all’aperto, il sedere e il rilassarsi (all’ombra o al sole), le passeggiate nella natura, l’osservazione della fauna (uccelli e altri animali), la lettura.

  3. Accanto alle attività ricreative riteniamo che possa contribuire alla valorizzazone del parco la costituzione di un ambiente interpretativo. Si tratta cioè di mettere insieme gli ambienti di svago con esperienze educative legate ai meccanismi ecologici del territorio specifico. In quest’ottica si potranno mettere in evidenza i processi di fitodepurazione della bio-piscina, le modalità di riutilizzo dei rifiuti verdi attraverso la realizzazione di sistemi esemplificativi di compostaggio in loco (che potranno essere anche accompagnati da aree didattiche per la micocultura o la vermicoltura). Lo strumento interpretativo comprende esposizioni, segnaletica, attrezzatura, opuscoli e libretti per consentire al pubblico di istruirsi informalmente o con il supporto di una guida.

  4. Infine, si ritiene qualificante tenere in considerazione la possibilità di ospitare una programmazione culturale fatta di avvenimenti rivolti a diversi tipi di partecipanti, con accesso facile e manutenzione a basso costo (piccoli concerti, spettacoli di varietà e intrattenimento per i bambini, feste locali). In particolare è di sicuro interesse, in modo complementare alla costituzione di occasioni per esperienze formative legate agli ecosistemi locali, la previsione di spazi per un mercato dei “frutti della terra” con riferimento alle attività agricole presenti nel “Parco Sud” di Milano. Un’area cioè dove periodicamente i produttori del Parco Sud possono, incontrare direttamente e senza intermediazioni, i consumatori. Ciò per dare concretezza ad un’idea sostenibile di produzione e consumo locale a “kilometro zero”, legata alla stagionalità e al territorio.

I PROGETTISTI

L'iniziativa scaturisce dalla partecipazione alla gara per l'affidamento dei servizi di progettazione e direzione lavori.

La proposta è stata presentata dal RTP costituito da:

- Studio Montanari & Partners S.r.l.

- Dipartimento di Ingegneria Agraria - UNIMI

ed elaborata da:

Prof. Alessandro Toccolini (progettazione aree verdi)

dott. Giulio Senes (agronomo - sostenibilità ambientale)

dott.ssa Natalia Fumagalli (agronomo - qualità paesaggistica)

dott.ssa Ilda Vagge (naturalista)

dott.ssa Anna Brangi (esperto faunistico)

ing. Riccardo Guidetti (sostenibilità energetica)

dott. Marco Parmigiani (geologo)

arch. Antonio Montanari (integrazione tra le discipline - DL)

arch. Gabriele Nizzi (progettazione architettonica - CSP/CSE)

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