• Rachele

Monthly Moodboard #11

Aggiornato il: 2 dic 2019

Possiamo ancora trovare una via Perché niente dura per sempre Nemmeno la fredda pioggia di novembre.

(November Rain - Gun's Roses)

Le giornate si sono accorciate, la pioggia non smette di cadere, l’estate è un ricordo lontano e… vediamo tutto “nero”!

Sarà la festa di Halloween, ma nell’immaginare questa #Mooodboard non posso non pensare al nero delle tenebre e del mistero. In realtà nella simbologia cinese del Tao, rappresentato da yin (elemento femminile nero) e yang (elemento maschile bianco), il nero acquista un significato completamente diverso: nel Tao il nero richiama il senso della transizione, del passaggio, della trasformazione radicale. Trasferendo la visione Tao al nostro lavoro, ci piace perciò pensare all’architettura, agli oggetti di design e alle decorazioni che, con il colore nero acquistano nuovi significati rompendo gli schemi e le consuetudini.

Nell’immaginario collettivo ci sono forme e/o oggetti che si caratterizzano con colorazioni predefinite, basti pensare ai sanitari e agli elementi di arredo dei bagni, che di norma sono appunto candidi. E invece no! Perché non neri? Ci sono piaciuti quelli di Ceramica Flaminia (8), che per alcune collezioni propone sanitari di colore nero, ma anche grigio lava e perla, realizzati in ceramica lucida o opaca e metallo. Interessante il total black anche per alcuni elementi di arredo iconici, come la seduta Her (2), progettata da Fabio Novembre, il divano Dark Lady (5) di Studio65 per Gufram (favoloso il dettaglio del piercing!), ma anche oggetti che il progettista aveva in origine immaginato neri, come la famosa poltrona Barcelona (3) di Mies Van der Rohe.

Più difficile è immaginare una lampada nera, perché spesso si associa la luce a colori chiari e riflettenti, ma anche qui invece, i designer si sono cimentati nel disegno di oggetti eleganti e raffinati, come la celebre Fontana (4), progettata da Max Ingrand nel 1954 e rivisitata in total black nel 2014.

Risulta ancora più sorprendente l’uso del nero applicato a interi fronti architettonici o a interi edifici, come per la Family House (7) di Tamizo Architects, architetti polacchi per cui nella progettazione vale sempre il motto “less is more”, ma con una particolare attenzione al contesto e al gioco di forme, prive di decorazioni e sovrastrutture applicate, ma con materiali e textures protagonisti del progetto, dove il nero si adatta perfettamente a questo genere di minimalismo.

Anche Marc Koehler, architetto olandese, utilizza il nero per rivestire l’intera facciata della sua “House like a garden” (6), un’abitazione privata elegante e curiosa, che nasconde un terrazzo meraviglioso, letteralmente “scavato” all’interno del volume architettonico. L’aspetto interessante del progetto è rappresentato proprio dalla facciata “dark”, in mattoncini, ispirata alle tecniche della scuola di Amsterdam, su cui cresce una folta vegetazione che produce una “superficie vivente”.

Già negli anni Sessanta Eero Saarinen utilizzò il nero per caratterizzare i fronti architettonici della D’Angelo Library (9) di Chicago. Una struttura in pietra calcarea, con chiusure in vetro brunito a zig-zag. Una scelta audace, se si pensa a quando è stata realizzata, che però si inserisce perfettamente nel contesto della Law University.

Solo saltuariamente consideriamo il nero come colore di riferimento di un progetto o come nesso di relazione per arredi e insiemi di oggetti, ma forse dovremmo “osare”, proponendolo come tono di contrasto in ambienti luminosi (1) o, perché no, come motivo di fondo. Forse questa è proprio la stagione più adatta … che dite?!



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